In attesa che termini un anno faticoso. Per tutti. Mi convinco che accanto alla gente scollata, decontestualizzata, che vive e vivrà sempre e comunque, senza fare media,  rappresentare una realtà degna solo di essere considerata perché esclusiva e non rappresentativa, ci rimane di concentrarci su di Noi. La maggioranza del globo terrestre. Riconnetterci realmente  alla realtà. I bisogni veri. Riscoprire il piacere dei legami, delle relazioni umane. Del sostegno e aiuto gratuito. Tutte ovvietà e belle parole, dispensate sempre nel tempo, quando però forse non c’era tutta questa urgenza. Ora che invece viviamo la gravità dell’urgenza, in ogni campo e rispetto al presente e al futuro, trasversalmente, probabilmente solo pensandoci come comunità possiamo trarre la forza e l’ispirazione per trovare soluzioni e sopravvivere. Un momento duro ma anche una sfida per ripensarsi integralmente e ristrutturare quel che ci circonda. Dietro ogni sfida si vive l’ansia e il timore di una rinuncia, come di un insuccesso ma, allo stesso tempo, la possibilità di un’evoluzione diversa e del raggiungimento di un traguardo insperato. Continuo a nuotare. 25stilelibero