Mi piacerebbe pensare che una volta tanto i numeri siano quelli giusti, non troppe oscillazioni. Non interpretazioni così arbitrarie da potere portare a conclusioni antitetiche. Mi piacerebbe pensare che nel 2015 all’annuncio, non tutti certo che sono già troppi, possa seguire un qualche effetto. Una concretizzazione. La soluzione di un problema. Basta affrontare la Politica solo con neologismi, variando la forma per occultare il sempre arduo tentativo di trovare una soluzione, mai certa e incontrovertibile, al problema. Ormai questi meccanismi perdono d’effetto, nonostante tutto il ritmo si tenti d’imprimere. Siamo già alla fase successiva: il rifiuto dei neologismi, delle rottamazioni solo anagrafiche, della demolizione incondizionata delle ‘ideologie’ che altro non sono che la storia imprescindibile di ogni partito. Che si sia oltre un recinto mentale e rassicurante è  ovvio, ma questo non significa stigmatizzare la storia e accettare non una terza via, piuttosto una via universale per parlare a tutti. Perché non è possibile convincere tutti: non siamo imbonitori al mercato. Esistono le idee assieme alle persone,  non le  idee da cucire addosso all’emotività delle persone. Convincere un elettorato è compito arduo ed importante. Sicuramente siamo finalmente ad una svolta, ci sono per la prima volta tutti i presupposti per un cambiamento e per scommettere su riforme nuove. Che poi il cambiamento stia avvenendo nella direzione giusta e possa risolvere, almeno in parte, i nostri problemi, questo è tutto da constatare. Ma siamo talmente disillusi e compressi, soprattutto soli di fronte ai diversi problemi, che non ci rimane altro che sperare. Continuo a nuotare. 25stilelibero