Nonostante tutto, l’incertezza di un governo, il momento prolungato di sospensione, ci si rende conto di come tutto abbia una propria anima incondizionata.
I ritmi proseguono e, ammettiamolo, difficile è appassionarsi tra i nodi indistricabili, gli stalli politici, spontanei o frutto di un disegno e sipario ben ordito.
Mi piace pensare che ognuno di noi, non indispensabile ma sempre utile, possa proseguire ad alimentarsi diversamente.
Che il mondo prosegue, comunque, un suo percorso naturale e di buon senso.
Che non tutto deve essere governato direttamente poiché, a volte, l’animo migliore e le attitudini comportamentali più ragionevoli ci conducono, nonostante tutto, avanti.
Disvelandoci che tutto è sempre possibile, almeno il provarci.
Perché ciascuno di noi continua a credere nei propri valori, negli interessi e nelle affinità, nella propria storia e cultura, nel carattere più semplice.
Sono principi che non possono essere intaccati da nessun virgolettato, tweet o post irriverenti, urlo offensivo, fake news.
Un’immagine rappresenta bene la vitalità, anche lontana, di un Paese dalle mille contraddizioni, dove un fotografo è stato capace di rubare pezzi di verità, esaustivi: quella di un gruppo di donne che imparano a nuotare con lunghi costumi, poiché la propria religione non consente loro di presentarsi anche solo parzialmente scoperte, e le braccia di un’insegnante che fuoriescono dalla superficie dell’acqua a dirigere quelle lezioni.
Come fosse una direttrice d’orchestra, con il corpo completamente immerso, la donna da il tempo alle altre.
Sono braccia coraggiose e forti, capaci di ribellarsi a proprio modo, d’imprimere un tempo e la voglia d’emanciparsi nonostante tutto. L’oggi è sempre più il sapersi esporre e trovare le forze residue, alimentarsi nonostante tutto. Da noi e altrove, in tutti i Paesi di un incerto universo mondo.

David Giacanelli
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