In uno dei momenti più difficili in tema d’inclusione per il nostro Paese, per delle posizioni rigide prese dall’attuale Governo, perché con le diverse crisi identitarie politiche, nazionali e internazionali è sempre più complesso pensarsi in un contesto globale e facenti parte di un organo più ampio che ci rappresenti, voglio parlare dell’iniziativa #aiutiamoliacasanostra.

Un progetto ideato e nato dal Primo Municipio di Roma, fortemente voluto e sostenuto dalla sua amministrazione, dalla Presidente Sabrina Alfonsi e dall’Assessore alle Politiche sociali Emiliano Monteverde.

Un’iniziativa controcorrente rispetto alle scelte politiche nazionali sui migranti che dimostra, invece, come esista e sia prolifica di iniziative una popolazione che fa dell’aiuto e della propria umanità la cifra che la contraddistingue. Nonostante la comunicazione “cattiva” e “cattivista”. Premetto che non ci vedo nulla di male nell’essere “buonista” tra tanti “cattivisti”, e che le buone intenzioni anche solo formali prima che sostanziali in una società satura d’odio e ipertrofia muscolare, di esibizionismo greve e becero, sono riferimenti fondamentali cui tendere sempre. Anche raccontarseli e basta, tenerli a mente.

In un momento storico di totale precarietà dell’individuo, dove sembrano prevalere sentimenti di diffidenza, razzismo, esclusività e dove tutto ciò che non è omologato ai nostri riferimenti di patria e nazione, che non sia italianità e preoccupazione/protezione del particolare viene respinto e osteggiato, #aiutiamoliacasanostra   mi sembra un ottimo messaggio. Un miraggio che si fa realtà.

Su base volontaria individui, famiglie e organizzazioni si sono proposti di accogliere migranti per un periodo utile a sviluppare progetti d’inclusione e percorsi di autonomia differenti.  Chi si è offerto di sostenerli economicamente, chi di mettere a disposizione il proprio tempo per aiutarli con delle lezioni di italiano, chi di accompagnarli a scuola e organizzarli nella propria vita, chi con una casa molto ampia si è proposto di accoglierli temporaneamente. Qualche numero per comprendere di cosa stiamo parlando: oltre 60 famiglie si sono dette disponibili a collaborare. Di queste, 45 sono state già incontrate e più di 20 hanno dato disponibilità a diversificare il proprio aiuto declinandolo in molteplici azioni.  Le 45 famiglie già incontrate sono passate a una seconda fase del progetto: sceglieranno ciascuna un’organizzazione da darsi e, dopo differenti colloqui, accoglieranno a casa i propri migranti. Le famiglie che dovessero essere interessate possono scrivere sempre alla mail aiutiamoliacasanostra@gmail.com

Il Progetto nasce dal Primo Municipio di Roma ma le famiglie che si sono adoperate provengono dal centro storico come dalle periferie romane. Segno che il desiderio di aiutare e rendersi disponibili è trasversale al territorio. #aiutiamoliacasanostra reagisce al sentimento d’incertezza e precarietà che accompagna e sconfina mestamente nelle pagine delle cronache romane. Non vogliamo più mura imbrattate da segni razzisti, svastiche, scritte omofobe, ragazzi e bambini discriminati per il colore della pelle, per le origini o il genere. Calpestati e offesi nel proprio quartiere e perfino nella propria scuola, magari da qualche docente. Le  scelte dell’attuale Governo non aiutano a contrastare le derive comportamentali, sempre più reiterate, di giovani e meno giovani che si sentono in diritto di offendere e aggredire la diversità. Questa radicalità si approssima molto alle scelte autoritarie di regime.  Senza rievocare ideologie e mostruosità del passato, ci piace pensare che sono molti i cittadini pronti a fare la propria parte, dimostrando che se un problema esiste ed è oggettivo, quello delle migrazioni, la soluzione non può essere quella di chiudere i porti e trincerarsi nei propri confini. Questi sono cittadini che aprono le porte della propria casa e schiudono il proprio quotidiano all’accoglienza e inclusione, ciascuno secondo le proprie possibilità. Questa è già un’alternativa, un modello diverso, che si oppone all’esclusione quasi incondizionata #aiutiamoliacasanostra

 

David Giacanelli