Greta

Questa ragazza di sedici anni con la sindrome di Asperger, diventata famosa per la sua sensibilità e battaglia quotidiana per l’ambiente, non è declinabile se non in un’accezione positiva. Greta incarna l’attenzione e il desiderio di riappropriarsi del proprio quotidiano con semplicità. Un invito all’autodeterminazione. Un tempo le rivoluzioni e i moti di protesta nascevano da intellettuali adulti già appartenenti ad apparati e istituzioni politiche, all’interno di canali consolidati e riconoscibili. Così la Politica parlava un unico linguaggio e si serviva di una sola narrazione. Oggi tutto cambia come le numerosissime ed eterogenee forme di volontariato. L’articolato e moderno mondo dei social dà un’opportunità a tutti noi di dire e manifestare un pensiero. Sta all’intelligenza e sensibilità delle persone farlo o meno, decidere se appropriarsene o rimanere fuori. Ogni atteggiamento è lecito, anche quello di chi incautamente e inspiegabilmente denigra Greta e ne costruisce attorno l’immagine della ragazzina “inquietante”, “antipatica”, strumentalizzata da una famiglia influente, dalla borghesia potente ecologista e ambientalista. Dietro ogni fenomeno che non si riesce a leggere, prevedere, inquadrare, poiché si serve di linguaggi nuovi e storie improvvise, percorsi atipici cui non siamo abituati, passaggi repentini che non decodifichiamo facilmente si nasconde un senso di difesa e sentimento di instabilità, spavento.  Lo spavento dovrebbe durare, se anche lecito, il tempo di un attimo. Dopo, questo sentimento inopportuno e circoscritto lascerebbe spazio solo alla razionalizzazione e comprensione dell’importanza del comportamento di questa ragazza. Chi in Italia e in altri Paesi fatica a capirlo è accecato da invidia, spiazzato dalla popolarità ormai mancata e arrivata, invece, abbondante, alla semplicità rivoluzionaria di una poco più che bambina.  È l’atavico tema dei padri che non riescono a capacitarsi del successo dei figli, delle vecchie classi politiche che scherniscono le giovani, quando non le considerano sufficientemente capaci di succedergli o raccogliere il testimone. E il passaggio non è necessariamente anagrafico, attenzione, ma solo di novità o esperienza che si fanno valere.  Così avviene con Greta. Si attira l’astio e l’ostilità di pochissimi che hanno vissuto una personale popolarità e un successo e poi sono stati messi, com’è sano e giusto che sia, da parte. Per naturale evoluzione e avvicendamento di idee e professionalità, non certo per un odio scellerato e immotivato.  Questo rode come il tempo che cambia le persone e le invecchia. Prendersela con Greta è come non accettare d’invecchiare nel corpo, nell’anima, nelle idee e nei linguaggi. Accettare il tempo, l’avere fatto la propria parte non rende peggiori, semplicemente differenti. Questa ragazza è una semplice ragazza, molto sensibile, che mossa da buoni principi e sentimenti ha cercato fuori di sé una motivazione esistenziale forte. Probabilmente non avrebbe mai pensato di arrivare dov’è oggi. Di produrre tanto clamore, di risvegliarsi piccola eroina verde del mondo.  Ma ai tempi dei moderni social tutto è possibile. Così il ritrovarsi al posto giusto nel momento giusto. Non fosse stata Greta oggi, sarebbe un’altra donna o uomo domani, con gli stessi mezzi e capacità di trascinare animi e pensieri. Giovane o anziano, ma perfettamente calato nel suo tempo. Niente di più e niente di meno. Greta è un ottimo fenomeno, in carne e ossa, che s’incardina nelle logiche comunicative attuali. È troppo stupido liquidarlo come “inquietante” sol perché distrae attenzione e popolarità a chi già ne ha avuta e non ne avrebbe, comunque, più.  Così il complottismo di Greta Thunberg e la lobby ecologista, il personaggio creato e usato ad arte fanno davvero sorridere e provare un po’ di pena per chi lo immagina e congettura.  Green è un modello che non afferisce necessariamente né alla destra né alla sinistra, non può essere rivendicato in via esclusiva da qualche partito o movimento, né legato a schema precostituito.  E come ogni diversità e novità della quale si comprende la forza ma non se ne capisce così bene l’origine può produrre incertezza e instabilità. Auguriamoci altrettante Greta e persone che con straordinaria ordinarietà sono capaci, loro malgrado, di trascinare e coinvolgere persone, creare consenso in ottime cause.  La nostra causa.

David Giacanelli