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Non esistono motivi per non votare. Chi fa spallucce e pensa che uno vale l’altro, che economicamente stiamo messi male, che il lavoro non c’è, ed una prospettiva di vita neanche, così un sogno e qualcosa che gli somigli, una chimera, dico “appunto”.

Cosa possiamo fare se non esprimere il nostro voto democraticamente. In una Politica liquida, resa tale dal malcontento, dai mezzi digitali dove le risposte sono poche e caratterizzate da roboanti grida sguaiate e insulti. Dove la piazza è la Rete e tutti restiamo isolati. Nel collegarci, in realtà, ci scolleghiamo umanamente e fisicamente. Un ossimoro grave, vivente, che ingrossa le proprie fila e ci rende incapaci di relazionarci. Mancano contatti e dibattiti reali. Solo annunci e smentite a colpi di post e tweet . Proprio in queste ore, prima del voto, si sta tentando di cavalcare un decreto sicurezza bis come un aiuto alle famiglie. Non passeranno. Così non passerà, subito, una flat tax. Ormai ci siamo abituati alla Politica urlata che  si fa nei social e non più nell’agorà, nelle piazze urbane. Che di piazze ne abbiamo, tante, e sono riscoperte proprio dai giovanissimi e dai millennial.

Per il resto la situazione europea oggi è chiara: un’anomala onda protezionista e di destra sta ammantando parecchi Paesi con risultati economicamente discutibili e offensivi dal punto di vista delle libertà. Assistiamo ad un reiterato e subdolo tentativo di erodere diritti già riconosciuti, un attacco alle libertà nuove e acquisite. Ed infatti devono intervenire magistrati, corti, solidificare sentenze perché la legge viene mal interpretata e  tirata come una giacchetta logora secondo la convenienza del momento. E come i magistrati, interviene più spesso con moniti e la richiesta di incontri privati  il Capo dello Stato a stoppare disegni di legge incostituzionali. In questo scenario complicato tutto sembra potere crollare da un momento all’altro.

Io voterò contro questa realtà magmatica e mefitica, voterò contro le discriminazioni, i respingimenti, la chiusura dei porti, l’isolazionismo dal lato di Visegrad. Voterò contro i provvedimenti presi ai danni delle insegnanti che inculcherebbero idee comuniste agli alunni. Voterò contro chi si ostina a riconoscere come reale solo la famiglia naturale. Voterò contro chi ottusamente non comprende e accetta l’alterità, la diversità come ricchezza ma solo come minaccia a quanto si possiede.  Voterò contro il rifiuto di volere ridiscutere le leggi sulle adozioni e la possibilità di una madre surrogata. Voterò per la scienza, per l’accoglienza, per i porti aperti, per la possibilità di dialogare sempre, di porre e risolvere i problemi sui tavoli europei ma non con dei categorici ricatti e ultimatum.  Non con la dialettica, puerile, di chi agisce solo e sempre se sono accettate inderogabilmente  regole e condizioni.

Voterò contro le promesse impossibili e chi si sente vittima di un eterno complotto di grandi poteri economici e politici. Questa risibile narrazione ha fatto il suo tempo. Quella del complotto, degli “italiani prima”, dello stiamo male per “colpa di chi ci ha preceduti”. Il tempo dei “cattivi” e “cattivisti” è scaduto, così le scuse. Torniamo a votare, non ci asteniamo e votiamo per la serietà della nostra storia, per la nostra democrazia, i principi umanitari. Scegliamo l’unica strada possibile, del dialogo e confronto continui.

Usciamo da questo ottundimento e torpore, rinsaviamo e mostriamo resipiscenza. Che la fragilità piega, ma non blocca. Votiamo e facciamolo, come direbbe Erri De Luca,  “in alto a sinistra”.

David Giacanelli