Zeno

 

Già, e poi nel caotico agosto, pieno di ribaltamenti e sali scendi continui e vertiginosi, di ingiurie e urla sgangherate, di politica sempre più affollata con take di agenzia che si annullano a vicenda, con tweet particolarmente feroci e post non da meno, è arrivato lui, Zeno. E in ognuno di noi l’arrivo di qualcuno altera comunque uno schema famigliare corroborato, un equilibrio collaudato. Anche quando è voluto, desiderato.  È, comunque, un evento. 25stilelibero per indole non può che amare i gatti e preferirli ad ogni altro animale. Perché si affatica, si sbraccia visionario, fantastica e rimugina sul quotidiano ma, comunque, combatte. Il gatto, con il suo affetto e indipendenza allo stesso tempo, con la sua austerità elegante, l’essenza felina si avvicina molto all’orografia della sua psicologia. Così degli affetti, delle dipendenze. Il gatto gli somiglia molto. Con la sua pesante coscienza, omaggio a Italo Svevo, ha già permeato la casa e sedotto ogni suo più piccolo anfratto e angolo. ha occupato materialmente e con le rincorse divertite ogni divano, sedia, tavolo, letto, tinello. Ha violato e contraddetto ogni regola impartitagli, ma ha già compreso come gli conviene comportarsi. Il timore, dopo anni di astinenza, nel convivere con un animale a casa si basa sempre su un discorso di equilibri e capacità. Ci si rimette in discussione e ci si chiede se si è adatti a vivere con un animale. Se sia un bene per lui, se si possa riuscire ad affezionarsi senza patirne una dipendenza, ‘ché non è il surrogato di un figlio mai avuto, né può essere comparato ad un essere umano. Sono sempre splendide creature, tutti gli animali, ma ho sempre trovato pericolosa la sovrapposizione totale dell’uno con l’altro. Ha a che fare con mancanze, con bisogni di compensazione, con sfilacciamenti psicologici. Che va bene lo stesso, ma bisogna esserne consapevoli e ammetterselo. Non pensare che un bel rapporto affiatato e di completa dipendenza tra animale e uomo sia naturale. Perché non lo è, e se ci si arrende un attimo, se si asseconda ogni capriccio può diventare funesto e malato, intriso di proiezioni personali e labirinti dai quali impossibile è cavare un’uscita. 25stilelibero ama il gatto proprio per la sua sagacia e apparente indipendenza. Non ha mai pensato di ritrovarsi nella dimensione del “gatto nero” di Edgar Allan Poe, piuttosto nella “Mia famiglia ed altri animali” di Gerald Durrel. Di gatti ne ha avuti, negli anni, tre. Questo, ultimo e appena arrivato, è il terzo. Anche se suo padre, tornando ogni giorno dall’ospedale, all’occorrenza ne raccattava uno malconcio o più curioso degli altri, per farlo stare qualche giorno a casa. Certo che l’arrivo avrebbe portato un sano scompiglio e costretto i suoi figli a relazionarsi con una novità, usando ogni accortezza. Zeno è il primo maschio, ha interrotto una sequenza solo femminile.  Una pagina e avventura ancora tutta da scrivere e nuotare.

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