Le cose belle

Le storie più interessanti di questi giorni sono quelle che ci capitano. Quelle che non hanno prezzo, che hanno solo il coraggio di dipanarsi ed essere raccontate senza pretese, diaframmi e sovrastrutture, per quello che sono. Oggi, nel tardo pomeriggio, un acquazzone tropicale. Ormai lo fa puntualmente, alla stesa ora, protratta in avanti rispetto alle differenti previsioni. Un appuntamento fisso a scandire un equilibrio saltato, il clima anarchico di cui ci parla Greta.  Il pomeriggio è stato allietato da una ragazza indiana che scommetteva con me, all’uscita di un locale, su quanto tempo ancora avrebbe piovuto. Se fosse stato il caso di osare e approssimarsi verso casa o attendere. Dopo avere vagliato le rispettive app meteorologiche, ci siamo decisi per l’abbrivio, strisciando frettolosi tra tuoni e lampi. Allo stesso tempo, un ragazzo down aspettava con estrema cortesia che liberassi le macchine sulle quali mi stavo allenando un poco. Liberando endorfine, io e lui, chiedeva di farlo ancora paziente. Aspettava, azzimato ed educato, il proprio turno. E non è politicamente corretto, semplicemente reale: mi ha colpito tanta cortesia, sconosciuta ai più di quel locale. Dopo avere lavorato, corso un poco, dialogato tra fulmini e tuoni mi concentro su quante cose belle ho avuto la fortuna di vedere e a quante di assistere.  In questi pomeriggi, seguo le agenzie stampa che si rincorrono, pungolano, correggono per poi a fine giornata convergere verso un obiettivo pronto ad essere smontato il giorno seguente. Anche se con la mente sono altrove, una parte di me non si disconnette mai. Un atavico senso di responsabilità, nel dovere essere informato e nella necessità di esprimere una valutazione sulle vicende del nostro Paese. Mai. La vita reale, per fortuna, è sempre comunque altra e più alta, quella che viviamo tra avversità e improvvise sorprese, che ci strappa stupori e sorrisi. Perché, nonostante tutte le complessità che si assiepano, i problemi continuiamo a risolverceli da noi, con il buonsenso, i mezzi, gli strumenti della conoscenza, documentandoci. Questo serve. Anche l’arte di arrangiarsi, nelle decine e decine di anni, si è evoluta e fatta, per certi versi, più efficace e sofisticata.  In un Paese in così grande trasformazione, speriamo questa volta sia vero, possiamo solo non aspettarci niente, perché sarebbe un lusso al quale abbiamo abdicato da anni, se non invece armarci di tanto coraggio e agire. Per nostro conto, nel rispetto degli altri, ma comunque muovendoci. Con tecnici, pareri, approfondimenti personali: questo ci porterà sempre lontano, è la conoscenza contro ogni enigmatico, opaco e feroce futuro. Lo stiamo già facendo e per questo cogliamo ogni aspetto positivo del quotidiano, nonostante tutto, e niente o quasi può più deluderci perché diverse sono le aspettative. Per tutti. Questo non significa deporre le armi e smettere di sperare e desiderare, al contrario, è lo sprone a continuare a lottare godendosi tanto il semplice piacere quanto la leggerezza delle cose belle, gratuite, che nessuno può sottrarti in quanto tali. Le cose belle? Lasciarsi sorprendere e muoversi liberamente nella direzione che più delle alte ci soddisfa, richiama, incuriosisce e aggrada. Il tutto corredato dalla necessità della conoscenza. Ognuno di noi ha le proprie imprescindibili cose belle da raccontare e raccontarsi.

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