È pandemia dichiara l’OMS. Non so come sia possibile vivere ai tempi del Corona virus, se non nel rispetto, pedissequo, di quanto il Governo con i diversi Dpcm ci indica di fare. Il tempo corre come i contagi, come i positivi che guariscono, e la percentuale di morti. In questi casi è opportuno stare a casa, attenersi a tutte le disposizioni come ci ripetono e mai abbastanza, servendosi di tutti volti possibili, noti e non noti, di specialisti e chiunque in rete voglia solidarizzare e sostenere l’altro. E mai come in questo momento, possiamo e dobbiamo sfruttare la Rete, non per stare dietro alle fake news o riempirci di odio, di strumentalizzazioni infinite sui dati, le cifre, i complotti e pseudo tali, gli inizi e l’origine del virus, ma solo per solidarizzare tra noi, scambiarci consigli utili, i famosi inoltri di indicazioni e messaggi che abbiamo sempre criticato per vacuità. La solitudine fisica cui ci costringe il Corona virus, un nemico non geo localizzabile, non circoscrivibile, senza volto, ci dà la possibilità senza buonismi di riconsiderare il nostro quotidiano.  Come vivere in casa, tra i nostri cari, come decidere di trascorrere questo tempo obbligato e coatto. Con le letture, parlando, scrivendo, guardandosi negli occhi, giocando,  tutto alle distanze dovute. Insomma, la crisi deve pur sempre rappresentare un’opportunità. La tecnologia ci consente, comunque, di comunicare a distanza, di restare connessi.  La presenza virtuale e visiva, anche se non reale e fisica, può essere altrettanto importante. Non i like e i gradimenti, di cui al momento davvero non interessa più niente, spero, a nessuno. Interagiamo e dimostriamo quanto possiamo riempirci di comunicazioni utili e incoraggiamenti, notizie in tempo reale, che ci riguardano come cittadini italiani e del mondo.  Un’occasione incredibile, perché più divisi fisicamente, ma più uniti che mai da un destino e una preoccupazione che non abbiamo scelto ma che dobbiamo affrontare. Non fomentiamoci di rabbia e contenuti infondati: trasformiamo questa occasione per nuotare non nell’acqua, che piscine e palestre sono chiuse, ma per sbracciare nell’aria e in Rete. Nuotiamo facendo banco e solidarizzando. Solo questo possiamo. Resistere assieme.

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