Madeinfactory

La bella notizia di oggi, che non mi sorprende perché non ho mai attribuito categorie, parti, ruoli e non sono affetto dallo stereotipo, né tanto meno dal pregiudizio più rozzo è che una famiglia cinese che abita in una scala del mio condominio ha recapitato a tutte le famiglie delle tre scale dello stabile un pacchetto chiuso, con dieci mascherine per ogni famiglia, come regalo personale. Nel biglietto che le accompagna, accanto all’immagine dell’arcobaleno con sotto la scritta andrà tutto bene e la citazione, per chi credente, di un passo di Giovanni e Matteo, la chiusa finale: “Difronte al virus siamo tutti uguali. Lottiamo insieme per la nostra patria comune”. Non devo aggiungere altro. L’ho scoperto perché la portiera le stava ordinando in ogni buca da lettere. Nel biglietto, tranne la proposizione, non appare il destinatario. Non chiede di essere ringraziato, sprona solo alla resistenza. E mai come in questo momento appaiono ridicole le differenze e distanze culturali, la visione manichea, dei blocchi, dei Paesi che hanno parlato del “virus cinese” e del popolo “non troppo pulito che si ciba di topi”. Insomma, le idiozie si dicono, purtroppo si pensano e viaggiano nella mente di illustri Capi di Stato, ma quel che importa sono i fatti, i gesti. Proprio ieri sera ho visto il docufilm “Made in Factory”, prodotto dagli Obama, dove il neocapitalismo cinese di MR Cao, presidente cinese della Fuyao colosso dei vetri per auto, rileva lo stabilimento della General Motors in Ohio. Cao salva un polo industriale automobilistico, secondo solo a Detroit, dal fallimento ormai inevitabile.  Assume molti operai americani rimasti senza lavoro. Marziani gli uni agli altri, finiscono con il trovare un medesimo linguaggio, possono parlarsi, aiutarsi reciprocamente, sostenersi in un unico scopo. Diventano un’unica Resistenza alla disoccupazione dopo la crisi americana, la stessa attuale e drammatica contro il Coronavid 19.  Personalmente non mi ci voleva neanche la visione del docufilm, però sono questi gesti di quotidianità che spiazzano e commuovono. Per oggi, sì, per qualche attimo #èandatotuttobene.

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