Zoom

Alla sedicesima bracciata il mio diario di bordo, fuori l’acqua, trasloca in soggiorno dove i vecchi pavimenti di esagoni colorati tremano ad ogni sobbalzo. Nel soffitto alto tre metri, come nelle case umbertine, si leggono ancora i segni delle ultime scosse di terremoto ma gli spazi sono enormi e ci si legge molta storia. Come nei tanti libri accatastati in quattro librerie, una anche in bagno, e nelle numerose foto sparse per casa. Che una casa senza foto è una casa senza memoria. Il diario si aggiorna in un programma concitato di lavoro, tanto,  in smart working. E sono fortunato poiché continuo a lavorare. Con  una lezione di funzionale su piattaforma zoom a ora di pranzo, una istruttrice pazzesca nel cucinare un umore alto e disinnescare ogni pensiero negativo. E’ Vanessa, che con il proprio corpo tonico dimostra dieci anni di meno di qualsiasi età si supponga. Partiamo per un’ora  di viaggio con lei servendoci di sedie, appoggi alla parete, piegamenti, flessioni, tricipiti. Non è nuotare, certo, ma libera endorfine e Vanessa ci segue da remoto  dirigendoci come un maestro d’orchestra. Poi, di nuovo, lavoro e tante letture. Dopo Francesco Costa e la sua America, Veronesi con il suo Colibrì, la Sottili con Senti che vento e molti altri ancora, tra saggi e romanzi, riempio lo spazio che si sfilaccia sempre più. Non è mai abbastanza, nonostante tutto,  ma l’umore migliora confortato dai dati e dalla speranza che la gente, nell’anticamera della Pasqua e Pasquetta non perda la ragione e continui a restare a casa. Per non vanificare quanto fatto finora. Gli sforzi di tutti gli altri, medici e sanitari compresi, i troppi morti in battaglia.  Le mascherine torneranno, così dicono; saranno gratuite, così dicono; e già si pensa alla fase due, quella che rimetterà in moto gradualmente l’economia italiana, la produzione, e consentirà alla gente di non perdere il lavoro. Perché i dati dell’Istat sul crollo della domanda e della crisi nel breve periodo sono da brivido: intaccato il il 34% dell’attività produttiva nazionale. Alle 18 ogni pensiero è spezzato dal flashmob di turno e si spera di non vedere arrivare ambulanze con sirene silenziose,  che nessuno nel condominio venga mai prelevato. Separati ma uniti, la grammatica non esplicitata che governa e difende l’isolato. Sempre di più, come la strategia della lumaca di Sergio Cabrera. I bambini fanno la differenza, con i loro racconti e le rielaborazioni dell’oggi. Speriamo sia così per molto altro tempo ancora. La luce ora è metallica e ho bisogno di spezzare davvero. Devo salutare una persona, vederla a distanza. Anche oggi è andata, il prossimo obiettivo sarà la cena, il bollettino dei numeri della Protezione Civile, un sorriso e, speriamo, qualche amenità. Se possibile.

 

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