Ho conosciuto l’affabilità di Raffaele, la potenza di sua moglie, la struttura creata dal padre di lei prima che decidesse volontariamente di lasciare questo mondo. Già, prima il padre, poi il marito che era sardo, un fantino del Palio di Siena, e viaggiava, avanti e indietro, anche lui l’ha lasciata in un scontro metallico sull’autostrada. Tante vicissitudini, ma chi non ne ha. I propri segreti, non detti, le scomode realtà condivise solo con qualcuno che non ti restituisca pietà. Siamo prima di tutto persone, poi siamo persone con i nostri limiti. Non ci scegliamo il nostro destino e pensiamo, sempre, non debba toccare a noi. Un po’ come invecchiare e morire, un meccanismo che si può solo goffamente ritardare cui, però, è impossibile sfuggire. Le carte sono queste, così il gioco, e il baro vince la mano, mai la partita. Poi l’incontro con la guida che ci ha condotto all’Asinara, l’autista. Gente brava, preparata, che sfida il caldo e il variopinto turismo di massa per comunicarti quanto sono state importanti le battaglie condotte dal Comune di Porto Torres per riappropriarsi della propria isola. Poi ci sono stati gli incontri con amici di viaggio, di passaggio, brevi ma intensi, e ricordi che basta sempre poco per riconoscersi. Infine, ho sentito un’ amica epistolare, che vive qui e della quale sta per uscire, alla fine di agosto, il prossimo romanzo ambientato, sempre, in Sardegna. Il caldo degli ultimi giorni è stato enorme e a un tratto sembrava impossibile sopravvivergli, se non squagliando la propria sagoma sul selciato. Poi c’è stata la natura, incontrastata, e la gente morigerata, serena ma non troppo. La vita e ogni scenario possibile ci sopravviverà o scorrerà accanto, tanto vale viversi ancor più la precarietà del momento, che serve a ricordarci di gustarcelo appieno. Raccontarselo come una storia d’amore, con i ragazzi della Nickel o, ancora, con i tre piani di Nevo. Ciascuno con il proprio racconto da leggere e, come sempre, da scrivere. Avere troppo tempo è peggio che averne ancora. Averne ancora porta tutti i sognatori ad un rinvio, ma ineffabile lo scandire dei minuti, che al più diventano anni, ti impongono la consapevolezza di quanto davvero bisogna adoperarsi per imparare a provocare, collegare, incastrare circostanze invece di attenderle, così come di leggere un oroscopo. Tentare di prendersi tutto quello che ci occorre e piace, farlo, vale la pena e non si raggomitolano rimpianti. Il resto è stato una lingua di terra, dopo due mari si dividono e sulla parte sinistra si staglia un museo archeologico spettacolare, così Giganti la cui origine archeologica presta più di un mistero, e fiumi che si ricongiungono a sorgenti montane. L’acqua cristallina, quasi finta per quanto bella, con le sue pietruzze che s’infilano, opalescenti, tra le dita dei piedi. 25stilelibero