Certo, passata la sbornia degli Europei si ritorna al Covid, al timore delle varianti, dei nuovi contagi, di quel che sarà di noi a cavallo delle vacanze, ai ritorni alla quotidianità. I Green Pass, le quarantene, le persone bloccate, quelle non ancora vaccinate. Sembra, davvero, come le nostre giornate siano un video gioco nel quale aumenta sempre il grado di difficoltà. E si allontana, pur con tutta la positività e l’ottimismo immaginabili, la parola fine. Sono passati quasi due anni, sembrano una eternità. Ci conviviamo. A volte viaggiamo, cerchiamo di uscire, di ritagliarci la migliore delle quotidianità ma i rapporti, necessariamente, inaridiscono. È come vivere in una perenne cattività e costrizione, senza parlare poi della precarietà economica e lavorativa dei molti. Istantanee alle quali è impossibile abituarsi ma che ci accompagnano, ormai, da troppo tempo. E nella precarietà generale relativizziamo tutto. Niente è così importante e imprescindibile da un momento di confronto, di conforto, di liquidazione del dolore e misura del piacere residuo, di leggerezza. Allora cerchiamo le volatilità, quella superficialità studiata che ci consenta, per pochi attimi al giorno, di astrarci e distrarci. Quei rari attimi di serenità e sospensione. Che poi è impossibile indugiarci troppo, perché la degenerazione dei rapporti sociali e degli stati d’animo ci scorrono accanto. Ci siamo abituati alle morti improvvise, ai contagi, alle epidemie, ai Governi che cambiano, ai voti segreti, vediamo opacità ovunque e non ci bastano più le parole buone e sincere. Tutto è troppo accidentale. Per questo è stato più facile legarsi ad una partita di tennis, ad un europeo di calcio, ad un concerto, alla visione di serie e programmi che in altre circostanze non avremmo mai visto. Così ci siamo abituati a letture improponibili e, allo stesso tempo, non reggiamo oltre la trentesima pagina se un libro è scritto male o non decolla per tensione narrativa. La nostra concentrazione non supera i famosi otto secondi. Siamo distratti dalla continua inafferrabile urgenza. La tolleranza e fiducia sono a scadenza, hanno bisogno di risultati concreti e veloci. No, non ci siamo rimbambiti tutto a un tratto, solo abbiamo abbassato ogni guardia e spirito critico. Per un attimo lo abbiamo fatto, siamo diventati leggeri e futili quanto i like dei Social. Poi, però, abbiamo ricominciato a nuotare.

David Giacanelli