Un altro traguardo raggiunto con le firme raccolte per il referendum finalizzato ad abrogare la criminalizzazione del cosiddetto “omicidio del consenziente”. Sono già state superate le 500.000 firme e si prosegue per mettere in sicurezza il risultato, producendone almeno, entro il 30 settembre, 750.000. Non si vogliono correre rischi. Quel che più di ogni altra considerazione colpisce è che, come per molti argomenti ostici, si è costretti a ricorrere alla raccolta delle firme e all’indizione di un referendum che certifichi quello che gran parte della gente e popolazione già approva. Convalidate le firme, il referendum sarà inderogabile e, se le volontà continueranno a essere coerenti con l’esito del referendum, non solo si abrogherà un’errata percezione che ci mantiene arenati al passato, su posizioni conservatrici e illiberali, ma si aprirà la strada a leggi più importanti e omnicomprensive di cui si avvalgono, già, diversi Paesi europei. Quindi grazie ai volontari che durante tutta l’estate stanno raccogliendo firme in diverse banchetti, disseminati per le città italiane. Avremo un referendum, uno strumento legislativo per realizzare riforme con effetto vincolante, piaccia o no a un qualsiasi Parlamento che non potrà non prenderne atto e, di conseguenza, sentirsi stimolato e proseguire su questo sentiero di civiltà. Abrogare l’articolo 579 del codice penale e rimuovere ogni ostacolo alla legalizzazione dell’eutanasia non metterà più a rischio la determinazione e ragionevolezza di tutti quei medici che, su richiesta di un paziente consenziente – altrettanto determinato – debbano intervenire attivamente. E tutto quanto ne scaturirà, ci ricorderà quanto sia fondamentale per un medico e un paziente sentirsi compresi, accolti, rispettati nelle proprie volontà e non stigmatizzati in nome di una “vita” inviolabile che, nei casi di cui si parla e tratta, non è spesso più degna di essere vissuta ma solo dolore e oppressione per chi la subisce, indossa, e i famigliari che assistono al protrarsi di una sofferenza. Non ha a che fare con la fede o religione, piuttosto con l’amor proprio, la civiltà, quel senso di decoro, pudore che dovrebbe accompagnarci sempre. Per questo, le firme raccolte dall’associazione Luca Coscioni, Radicali italiani e molte altre Associazioni promotori del referendum abbracciato, anche, da altro mondo politico, va salutato con entusiasmo: lo stesso con il quale auspichiamo di vivere.

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