Io credo, in un momento di totale disillusione e povertà oggettiva, dove la scollatura tra gli individui ha forse raggiunto la massima distanza, che non si possa che imbrigliarsi nelle nasse di una pesca del diritto. Solo attraverso la conoscenza, infatti,  così è sempre stato, si possono arginare i soprusi e tutti gli atteggiamenti scorretti che si subiscono gratuitamente. Poi certo interviene il carattere, come si è, la nostra soglia di sopportazione e belligeranza. Però mai arrendersi o pensare che possano esistere persone non affrontabili. Al contrario, queste ultime hanno molto da perdere. Tra una nuotata e l’altra, proprio questa notte, pensavo a quanto la resistenza e la legittima e sagace difesa personali costituiscano le armi più efficaci, in senso lato, per difendersi dall’ingiustizia gratuita. Se tutto è liquido come l’acqua increspata che fendo ad ogni bracciata, non lo è la scorrettezza, la prepotenza, la perifrasi fuori luogo che tradisce se stessa  gongolando tracotanza, supponenza, e potere sciocco. Per tutto questo c’è rimedio, legale, alla portata di tutti, proprio perché non si pensi che, qualcuno, possa essere sprovveduto. E la società fatta di solitudini ed individualismi paradossalmente ha proprio accentuato la difesa del sé.                                                                                                    25stilelibero