Siamo dei sopravvissuti. Chi meglio chi peggio, ciascuno con i propri lutti, a combattere con il durante e post Covid, che si è materializzato in vari modi. Abbiamo tollerato e resistito, ma non è sempre facile metabolizzare ogni dolore ed esperienza negativa, così una mancata esperienza. E, di fatti, lo abbiamo ammesso tra depressioni varie, malesseri, incapacità di immaginare il nostro futuro. Abituarci a vivere senza prospettive e slanci. E allora, ciascuno è ricorso alle proprie cure, si è trincerato in medicine e indicazioni, pratiche distensive. E’ tutto valido. Basta che funzioni e, se non funzionerà subito, dobbiamo continuare a perseverare. Chi lo avrebbe mai detto? Già. Assurdo. Aggrappiamoci a noi stessi e cerchiamo di scavallare ogni giornata. Lo possiamo raccontare e soprattutto farlo senza veli, ricordandoci quanto è importante farlo senza sublimarlo né, tanto meno, edulcorarlo e circoscriverlo. Per qualcuno sarà stato più facile, per altri tremando. Il dolore c’è stato e c’è. E se ci attraversa, non possiamo che testimoniarlo. E ringraziare, come fatto dall’inizio, il personale sociosanitario e il volontariato nella seconda Giornata nazionale a loro dedicata.